lunedì 1 febbraio 2016

I nostri nonni

Nonno Pasquale       Martina
Nonno Antonio        Luca
Nonno Vito              Sara
Nonna Mariateresa   Andrea
Nonno Tommaso      Chiara
Nonno Filippo          Filippo
Nonna Angelo          Filippo
Nonno Antonio        Francesco

NONNO TOMMASO
Ha vissuto dall'inizio della fine della seconda guerra mondiale. Viveva a Napoli e c'era tanta povertà e mancanza di cibo.Si sentivano tutti i bombardamenti e quando suonava la campanella dovevano correre a rifugiarsi negli scantinati perchè arrivavano i Fascisti. Dall' infanzia i ragazzi venivano già addestrati per la guerra e andavano comunque  a scuola.
NONNA MARIATERESA
Frequentava una scuola femminile con le suore e nel pomeriggio sua nonna le faceva imparare a cucire, i giochi li costruivano molto spesso loro e con esso si divertivano. Non c'era tanta libertà come oggi per es. le feste le dovevano fare a casa e non potevano uscire. Si doveva risparmiare.
NONNA ANGELA
La prima lavatrice era molto diversa dalla nostra.Era un recipiente dove mettevi la roba ed esse girava.Non c'era in frigorifero, ma, delle celle frigorifere.Poi dopo u po' di tempo si creò la lavastoviglie e questa occupava tantissimo spazio.
NONNO VITO 
Chi aveva la televisione, quando c'erano i programmi venivano tutte le persone del palazzo a vedere e questo era un modo per stare tutti insieme. L'orario era dalle 17.00 alle 24.00. Si vedeva in bianco e nero e il televisore era gigante . Sul televisore c'erano solo pochi programmi
NONNO FILIPPO
Non c'era tanto pericolo stradale perchè c'erano le carrozze o i primi tram.Il padre era maresciallo e stette quattro anni nei campi di concentramento e lui riuscì a scappare grazie ad una bomba che scoppiò e si formò un grande buco.
NONNO ANTONIO
Aveva un maestro molto bravo e per studiare i compiti a casa, lui e i suoi fratelli dovevano dividere una stanza intera. E per studiare alcuni informazioni prendevano le enciclopedie e se non c'erano si andava nella biblioteca scolastica e si prendeva il libro interessato. Abitava al quarto e ogni giorno si doveva fare 100 scalini senza ascensore.
Nonno  Pasquale
Non si è mai permesso di disobbedire al padre. Stava in collegio e la quotidianità era la sveglia la mattina , un bagno condiviso, una classe di 30 ragazzi , il rapporto fra insegnanti e alunni era molto rigido e alcune volte si usava la bacchetta. Ogni domenica venivano i genitori venivano a trovare i propri figli e invece il rapporto e invece il rapporto con i propri genitori era molto freddo e questo modo di fare era per costruire un futuro per i figli



Nonno antonio
Si giocava a calcio con i palloni fatti da sé o un gioco molto usato all’ epoca era subbuteo. Visto che i giochi erano pochi la madre portava il figlio a fare i compiti dallo zio.Pi si cucinava tutto in casa , si faceva la salsa e vari piatti buonissimi  Era raro che in inverno si coltivassero i peperoni e quindi in estate si attendeva che maturassero per poi conservarli per l’inverno










 LA FOTOGRAFIA
Le fotografie erano in bianco e nero e si facevano raramente. La prima macchina fotografica era la polaroid. Le uniche fotografie che si facevano erano alla comunione e ad altri eventi speciali perché esse costavano.

 IL CINEMA
Prima il cinema era solo in bianco e nero adesso invece è a colori con effetti speciali . Non era frequente che si andasse al cinema quindi alle parrocchie per intrattenere i ragazzi proiettavano i film religiosi





EMOZIONI  DI …
    … SENTIR RACCONTARE …
Il 2 ottobre sono venuti i nonni di alcuni compagni di classe, in occasione della loro festa. C’era il nonno di Martina ,di Luca, di Sara Simone, di Chiara Sisto, la nonna di Andrea e i nonni di Filippo.
 Ognuno aveva storie diverse da raccontare, mi sono immedesimata in  esse, sono  entrata nelle loro storie e ho vissuto ognuno dei loro momenti, dall' ansia dei bombardamenti all' emozione del primo televisore, dalle fatiche della lavandaia alla gioia della prima lavatrice . I nonni avevano diversi ricordi tutti molto interessanti e curiosi. E' stato coinvolgente ascoltarli e pensare che vivevano in una vita difficile e durissima.

                                                                Giada Damiani

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