lunedì 9 maggio 2016

DAI NONNI AI... ROBOT

Dopo aver analizzato la vita dei nostri nonni, abbiamo "aperto" una piccola finestra sul futuro con questo "Viaggio fra i robot"...


sabato 30 aprile 2016

Risultati del questionario di valutazione somministrato ai nonni.

Al seguente link è possibile visualizzare i risultati del questionario di valutazione somministrato ai nonni in occasione del Workshop partecipato.

>>> VISUALIZZA I RISULTATI

mercoledì 23 marzo 2016

Messaggio finale da parte dei prof

Bari, 23.03.2016


Cari ragazzi,

che le grandi ali protettive degli affetti familiari vi avvolgano sempre e vi siano di esempio per il grande volo della vita.

Con affetto

I vostri terribili prof.

23//02/2016 - "CARA NONNA, CARO NONNO..."

domenica 20 marzo 2016

Presentazione del lavoro completo

Riflessioni sul video di Arte e Immagine

Salve a tutti! Con i professori abbiamo deciso di realizzare un progetto per le avanguardie educative intitolato “Come i nostri nonni”.
Per prima cosa sono venuti in classe i nostri nonni  che ci hanno anche parlato delle prime macchine fotografiche e delle prime fotografie in bianco e nero e le prime a colori.
Per il nostro lavoro di arte abbiamo scelto alcuni dipinti rinascimentali e cercato di imitare i personaggi dell’epoca rappresentata vestendoci e truccandoci come loro.
Il nonno di Sara, ex fotografo, ci ha raccontato come un tempo si fotografava utilizzando rullini di pellicole che venivano portati nei laboratori per essere sviluppati e stampati su carta sensibile; anzi ci ha riferito che ancora prima l’immagine fotografica veniva fissata su lastre di vetro e attraverso l’ingranditore in camera oscura a luce rossa fissata su carta sensibile, passa nello sviluppo per far riaffiorare l’immagine e successivamente nel fissaggio. Quante notizie utili!
Inoltre ci ha procurato una macchina fotografica del 1900 che abbiamo utilizzato come sostituzione ad una macchina fotografica recente che…ops! Ci è caduta dalle mani, ed ecco…Ciak fatto!!
E’ stato un bel progetto e ci siamo divertiti molto a realizzarlo tra risate e l’impegno, ovviamente!

mercoledì 16 marzo 2016

Poesia di Motoria

I nonni ci hanno parlato
e i loro giochi ci hanno insegnato
molte cose abbiamo appreso
che i nostri pomeriggi più divertenti hanno reso
per una palla ci voglion
cuoio ,lacci e spago
questo si che è un vero svago
In palestra siamo andati
ci siamo esercitati
a cavallina abbiam giocato
e un compagno abbiam scavalcato
la fune abbiam tirato
ed i loro giochi abbiam imparato
Senza più tecnologia
tutti insieme in allegria.


 Filippo Ambruosi Marco Aprigliano        Francesco Polieri Luca Lattanzi

Poesie di Scienze


Col passare del tempo la tecnologia si è evoluta
e infallibile ora è ritenuta.
Ma ciò che abbiamo fatto è particolare
e perciò ve lo vogliamo illustrare.
Se l’ impegno dei nonni vuoi capire
con noi devi venire
in viaggio nel passato
per conoscere più di un vecchio sistema dimenticato
niente di articolato …
solo un po’ di artigianato
niente tecnologia
solo un po’ di fantasia
I nonni ci insegnano che ogni oggetto ha una storia
che va rispettata poiché un tempo aveva gloria
e non si butta via
solo se il piatto non è di raffinata argenteria
avvita, lega, armeggia, incolla …
nonno non molla.
qui la modernità
diventa antichità …
                                         Marco Aprigliano Amedeo Briscese Alberto Perosa






Quando ci hanno visitato
i nonni ci hanno raccontato
di come prima si lavavano i piatti,
all'inizio credevamo fossero matti!
Poi però ci abbiam provato
e posate e bicchieri abbiam lavato.
Usando il sapone fatto a mano
che abbiamo scoperto essere più "sano".
La spugna abbiamo preso
e piatti strofinando puliti abbiamo reso.

                                   Tiziana Fioravanti

Poesia di Religione

Se dei veri cristiani noi vogliamo diventare
in chiesa tutti noi dobbiamo andare.
Tra banchi e altare
tante cose possiamo imparare.
Ma tra presente e passato,
cosa è cambiato?
Tra l'ambone e le vetrate colorate
molte tradizioni sono ormai superate.
Se il sacerdote voleva farsi sentire
fin sull'ambone doveva salire.
Oggi invece nel microfono basta parlare
per far sì che tutti lo possano ascoltare.
Ma se il microfono di funzionare smetterà
come nel passato comportarsi bisognerà.
Anche se le differenze sono tante
la chiesa è sempre tanto importante!
   Tizana Fioravanti Sara Rega Sara Simone

giovedì 3 marzo 2016

un salto nel passato

Penso che questo progetto sia stato molto utile per comprendere il valore delle cose e la loro importanza, specialmente quando abbiamo avuto modo di provare ad usare l'arcolaio e l'uncinetto, attrezzi quotidianamente usati dalle nostre nonne. Loro un tempo lavoravano a mano per ore e ore la lana pur di creare un maglione o una sciarpa per potersi riscaldare. Oggi,invece, abbiamo a disposizione industrie e macchine elettroniche  per cucire che ci permettono di ottenere subito quello che desideriamo. Questo progetto, oltre che a farmi divertire moltissimo, mi ha permesso di capire che bisogna apprezzare sempre quello che si ha; basta solo pensare a cinquanta-sessant'anni fa, dove non ci si lamentava per niente e si viveva con il sorriso la vita. Infatti, prima non si pensava alla fatica o al lavoro da fare, ma ci si preoccupava di farlo bene, perchè non c'erano molte risorse disponibili; ma soprattutto  c'era l'impegno e il buono spirito di iniziativa, oggi molto ridotto.
Spero che il passato sia di esempio per tutti, per rendere migliore il presente.
                                                                                                Giuliana Greco

martedì 1 marzo 2016

RIFLESSIONI SUL LAVORO DI SCIENZE

E' stato molto divertente immedesimarsi nei lavori che i nostri nonni facevano all'epoca e scoprire come prima tutto partiva dal prodotto primario e solo dopo una lunga lavorazione si arrivava ad ottenere il prodotto finale che poteva anche non essere bellissimo, ma con tutto il lavoro che era stato fatto si apprezzava comunque:n non come noi,ora,che se un oggetto non è costoso o di moda non ci accontentiamo e vogliamo sempre di più! Grazie a questo progetto  ho capito che non conta tanto il costo dell'oggetto o comunque se è di moda,ma se piace a noi e tutto il lavoro che c'è
dietro.
Rega Sara

E' sempre spassoso entrare nelle vesti di altri personaggi diversi da noi...io interpretavo la nonna (ahah)!
Abbiamo imparato come si faceva a cucire e a filare la maglia nella quotidianità dei nostri nonni ... accidenti com'era faticoso! Anche se, quando si riesce a creare un manufatto con le proprie mani, la soddisfazione è sempre molta di più, rispetto a quando si acquista l'oggetto da un negozio.
Chiaramente si sono verificati alcuni imprevisti, come ad esempio non riuscir a posizionare adeguatamente l'arcolaio, varie parrucche che cadevano nel bel mezzo dei lavori o qualche risata mentre si stava riprendendo... siamo però riusciti a superare questi piccoli inconvenienti e a creare un prodotto che piacesse alle tre attrici (me,Sara e Giuliana).
Il progetto svolto mi ha fatto imparare una lezione , secondo me molto importante : è importante conoscere il passato per capire e apprezzare meglio il presente.
                                                                                         
                                                                                                             Castellano Sveva




venerdì 26 febbraio 2016

Video Tecnologia


In biblioteca...


Video Francese

Claire:On va à la lettre "B" de Babylonie pour notre recherche!(
Dans la médiathèque)
Julie:Chouette!La médiathèque est très grande et il y a beaucoup de livres!
Luc:Il sera difficile de trouver le livre dont nous avons besoin...
Julie:Où est Marc?
Claire:Marc où est tu?
Luc:Marc?
(Marc arrive avec un livre très grand)
Marc:J'ai demandé a la bibliothécaire où est le livre et elle l'a pris
Julie: Très bien,commençons à travailler!
(Les amis regardent quelques pages du livre)
Claire:Ce texte est très bien.Vous prenez une feuille et nous écrivons.
Marc:Voici la feuille. Julie!  Je dicte le texte et tu écris ?
Juile:D'accord
(aprés 20 minutes )
Juile:L'encre est coulé sur le papier!
Claire:Maintenant que nous allions finir...
Juile:Excusez-moi.
Luc: Calme-toi, je lave le papier de la recherche chez moi.
La prof veut une recherche précise et propre!
Marc:Luc tu es super!

Divertiamoci in biblioteca!


L'esperienza in biblioteca è stata molto bella e interessante e abbiamo imparato tante cose nuove!
Nel gruppo ci siamo divertiti molto, da quando abbiamo scritto il copione fino a quando abbiamo registrato, perciò questo clima di buon umore ha reso più leggero il nostro lavoro.
Personalmente preferisco di gran lunga leggere un libro vero, sfogliare le pagine e sentire l'odore dell'inchiostro piuttosto che leggere un libro digitale!!
 Inoltre, girando per la biblioteca abbiamo scoperto come era "complicato", ma anche molto più interessante svolgere le ricerche senza tecnologia, cercare i libri tra tanti scaffali e poi ricopiare tutto a mano!                                                                                                                                                       Anche quando abbiamo girato il video abbiamo potuto sfogliare e analizzare alcuni libri estremamente preziosi per la storia di Bari ed è stato molto interessante.
E' stata un'esperienza davvero bella e ci siamo divertiti davvero tanto!
                                                                                                                                    Chiara Sisto




La scena rappresenta una comitiva di ragazzi che, per cercare un volume antico del libro de "I Promessi Sposi" di Manzoni, visitano la biblioteca.
Ci siamo divertiti molto a esplorare l'edificio e a recitare le parti in chiave umoristica, per comprendere come in un tempo non esistevano le tecnologie di cui la nostra generazione vanta, tecnologie che iniziano sempre più a nascondere le impronte del passato. Durante la registrazione infatti, emerge quanto siamo abituati al digitale tanto da utilizzare il libro antico come se fosse un moderno computer.
                                                                                                             Andrea Cataldo






Ricerche in bibioteca

Abbiamo creato una scenetta ironica su come i nostri nonni facevano una ricerca scolastica immedesimandoci in loro alla nostra età.
E' stato incredibile scoprire che non era possibile fare un semplice copia incolla infatti bisognava ricopiare tutto a mano.Pazzesco! 
                                                                                     Martina Vasile

Una simpatica scenetta ci ha fatto vivere i momenti in cui nel passato i nostri nonni, per fare una semplice ricerca, dovevano consultare libri enormi  in biblioteca, mentre a noi basta un computer o un tablet e la connessione ad internet per cercare le informazioni su Wikipedia. E se sbagliavano  dovevano mettere il bianchetto e lasciare che lentamente si asciugasse. 
Ovviamente siamo stati tutti un po'impacciati, ma tutto sommato ci siamo divertiti: dopo tutto essere ripresi ci ha fatto sentire vere e proprie star del cinema!             
                                                                                                        
                                                                                      Pietro De Paulis & Cesare Viola




mercoledì 24 febbraio 2016

Fare il video di francese è stato molto divertente anche perché nel gruppo andavamo tutti molto d'accordo. Quando ci vedevamo per scrivere il copione infatti, finivamo sempre per chiacchierare e giocare. Girando il video poi, abbiamo sbagliato diverse volte ed è stato difficile recitare senza scoppiare a ridere.  Alla fine, dopo diversi tentativi siamo finalmente riusciti a completare il nostro lavoro che è venuto abbastanza bene.
Tra tutti i video delle diverse materie a cui ho partecipato, quello di francese è stato sicuramente quello più divertente dato che io, Sandra, Pietro e Gianfranco andiamo molto d'accordo e ci siamo divertiti davvero parecchio.
Tiziana Fioravanti

martedì 23 febbraio 2016

riflessioni

In biblioteca la cosa che più ci ha sorpreso è stato il modo in cui i responsabili della biblioteca trattavano e maneggiavano i testi che abbiamo osservato. Ci ha colpito molto anche il modo in cui venivano conservati e custoditi i libri : in delle vere e proprie librerie mobili che potevano avvicinarsi o distanziarsi grazie ad un macchinario per risparmiare spazio. Inoltre siamo rimaste molto sorprese dal modo in cui hanno conservato i testi più antichi; non ci saremmo mai immaginate che dovevano essere al riparo dall'umidità! Abbiamo inoltre riflettuto sul fatto che negli anni si è persa la cura degli oggetti:noi non ci preoccupiamo più di mantenere in buono stato i nostri oggetti, soprattutto i libri.
                                                                                                      Sara Simone e Chiara Sgobba

In biblioteca: video parte 1

Cosa avremmo dovuto fare...
Entriamo in biblioteca
Sara:Ma è enorme!Mi sento spaesata
Chiara:Come facevano i nostri nonni a trovare ciò che gli serviva qui dentro?!Quale sarà il libro di Dante?
Claire:Io lo so! Chiediamo alla bibliotecaria
La bibliotecaria trova il libro e Sara lo prende
Sara:Oh!Ma quanto pesa!
Cesare cerca di aprire il libro come se fosse un app
Cesare:Ma non si apre!
Andrea apre il libro e inizia a leggere ma Marta lo ferma
Marta:Vabbe...accellera...fai "Copia", "Taglia" e "Incolla"
Cesare afferra le forbici pronto a tagliare il "pezzo" che gli interessa
Tutti:NOOO!Fermati Cesare!
Chiara:Lo dobbiamo copiare a mano
Giada:Seee...e quanto ci impiegheremo?! Facciamo una foto con il telefonino e ce lo giriamo su whatsapp!
Tutti: Ma non esistevano nè telefonini, ne macchine fotografiche digitali...
Giada : Donbbiamo copiarlo e trascriverlo a mano...
Inizia a dettare e Chiara scrive
Giada:Adesso bisogna scriverlo al computer
Chiara:Ma che ompiuter! Dobbiamo usare la macchina da scrivere
Tanto tempo dopo, su un foglio sporco e pieno di macchie (correggere un errore di battitura  con la macchina da scrivere è stato un "azzecca il punto giusto!") la ricerca è finalmente pronta per essere consegnata...
Tutti: Quanta fatica...quanto tempo abbiamo impiegato...caspita oggi è tutto molto più celere!

giovedì 18 febbraio 2016





A noi è piaciuto molto andare in biblioteca perché abbiamo avuto la possibilità di vedere libri speciali e molto antichi. Abbiamo potuto osservare pergamene, neumi e testamenti antichi che solo nei libri di storia avevamo visto ...
                                                                                          Tiziana e Giada

lunedì 15 febbraio 2016

"Perché non provarci?"

Sappiamo ora che i nostri nonni facevano le ricerche per scuola andando in biblioteca, cercando informazioni fra tanti volumi polverosi e pesanti, mettendoci anche delle ore. Quindi abbiamo pensato :"Perché non provarci?" .Cosi tutti insieme siamo andati presso la  biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti di Bari e ci siamo ritrovati fra mille libri antichi, sale per le riunioni e tanto altro. E' stata una bella esperienza, abbiamo imparato tanto. Ho capito che noi siamo davvero fortunati perché per le nostre ricerche dobbiamo semplicemente accendere il computer e fare copia incolla un paio di volte e abbiamo finito ...poi non ci resta che impararle! Ora non ricopio a mano le ricerche ,  mi rendo conto che sono molto fortunata.
                                                                                               Camilla Cosentino


Intervista ai nonni

Come facevate, cari nonni, a fare le ricerche senza i computer ?
Quando non conoscevano le informazioni necessarie per effettuare le ricerche dovevano andare nelle biblioteche scolastiche studiare sui libri o sulle enciclopedie.
E come facevate a scrivere senza il “copia e incolla”?
Non era per niente facile senza internet e il “copia e incolla”  infatti dovevano ricopiare tutto a mano con le penne stilografiche o le prime BIC o addirittura con la macchine da scrivere!
A proposito di penne, ci voleva un po’ per scrivere testi, schemi, poesie ecc.. ?
Ovviamente! Non è come ora che con le penne a gel o con le tastiere dei computer,  velocemente si riesce a scrivere e in cinque minuti il lavoro è pronto , prima si sprecava molto tempo e ci voleva molta attenzione  perché se si sbagliava una minima lettera  si doveva ricominciare da capo e così sprecavi fogli e l’inchiostro delle penne
Quando eravate ragazzini e andavate a scuola non si doveva mai sprecare il materiale scolastico?
Certo che no! Non si sprecava mai niente neanche le matite, adesso appena si spunta una matita o dei colori si buttano, invece prima si aveva molta cura del materiale scolastico e si faceva in modo che niente si sprecasse o andasse perso!
E come ultima domanda, cari nonni, che ne pensate della nuova tecnologia moderna?
Pensiamo che con la tecnologia i ragazzi d’oggi non sprechino tanto tempo sulle ricerche e che internet sia un modo più veloce e divertente di studiare! Noi siamo a favore di questa tecnologia moderna e appoggiamo i  nostri ragazzi in questi lavori interattivi.
Però... perchè non provate a fare anche voi una ricerca senza internet come ai nostri tempi?


                                                                                                                               Giada Damiani 

Ricerche scolastiche

Ripensando a quanto abbiamo appreso ascoltando i nonni, siamo rimasti sorpresi da quanto prima  fosse complesso fare delle ricerche per scuola o per qualsiasi altro motivo. 
Oggi ci reputiamo molto fortunate perché ci basta usare i computer e spingere un tasto per ottenere tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno; rimaniamo comodamente a casa e impiegando molto meno tempo rispetto a quello che impiegavano i nostri nonni. Per portare a scuola una ricerca non dobbiamo ricopiare a mano le informazioni, ci basta fare un semplice "copia e incolla" e stampare il lavoro o addirittura salvare il file sulla chiavetta e poi condividerlo rapidamente. Per scoprire come facevano i nostri nonni a lavorare e fare delle ricerche abbiamo così deciso di andare a visitare la Biblioteca Nazionale di Bari.
Sara Simone e Martina Vasile

martedì 2 febbraio 2016

I nonni, oggi e ieri

Nel mese di ottobre ricorre la festa dei nonni e , in occasione di tale evento, quest’anno  la professoressa Gonnella ha pensato di invitare i nostri nonni in classe per farci capire attraverso i loro racconti come la vita sia cambiata negli ultimi decenni.
L’incontro con i nonni è stato davvero emozionante perché ci ha consentito di sapere come essi vivevano da piccoli, quando non c’era la tecnologia  e quindi abbiamo potuto confrontare le nostre abitudini con le loro. 
Con l’avvento della tecnologia, la vita delle persone si è molto trasformata, un tempo non esistevano tutte le comodità che ci sono oggi. Per esempio non c’erano gli elettrodomestici che oggi rendono tutto più facile e veloce, le nonne svolgevano mansioni molto faticose e prendersi cura della famiglia richiedeva tanto tempo.
La TV era presente solo in poche famiglie e ci si riuniva per vedere i pochi programmi che venivano trasmessi. Anche l’automobile era poco diffusa e spostarsi era più complicato.
La vita scolastica dei nostri nonni era davvero dura, i maestri erano molto severi e i poveri scolari subivano spesso punizioni corporali. Anche i libri che avevano a disposizione erano pochi e semplici, il sussidiario serviva per studiare tutte le materie e  i quaderni erano preziosi come tutti gli altri materiali scolastici.
Il costo medio degli oggetti era molto più alto per via di un’industria meno evoluta, le famiglie povere e numerose dovevano stare attente a non buttare niente, si riparava tutto, finanche i fogli di carta strappati si ricucivano per creare un altro quaderno perché la carta era costosa.
Anche le abitudini alimentari erano completamente diverse,  la carne si mangiava solo una volta a settimana, perlopiù di domenica o nei giorni di festa. Gli avanzi non venivano mai buttati perché  servivano per preparare altre pietanze. L’alimentazione era meno varia ma sicuramente più genuina e forse più sana.
I nonni più anziani hanno ricordato i tristi momenti legati alla guerra, come quando all’improvviso, mentre svolgevano le più normali attività quotidiane, suonava l’allarme e si doveva correre nei rifugi per non rischiare di morire sotto le bombe.
La presenza dei nonni che hanno raccontato esperienze al limite dell’immaginabile per noi giovani, ci ha indotto a riflettere sulle nostre abitudini quotidiane segnate dalla presenza irrinunciabile della tecnologia. Siamo davvero convinti che senza di essa non si possa vivere e diamo per scontate tutte le comodità che abbiamo. Sapere che in altre epoche la vita procedeva comunque senza avere non solo la tecnologia ma neanche le cose basilari, ci fa apprezzare la forza, l’impegno e l’immaginazione che i nostri nonni hanno dovuto mettere in atto per superare tante difficoltà quotidiane.

Oggi noi giovani siamo tutti più pigri per via dell’eccessivo uso della tecnologia ma, visto che è impossibile fare un passo indietro, potremmo almeno prendere esempio dai nostri nonni e  imparare ad utilizzare un po’ meglio il tempo che risparmiamo.

                                                             Alberto Perosa

lunedì 1 febbraio 2016

Un tuffo nel passato

Venerdì 2 ottobre era la festa dei nonni e  perciò abbiamo invitato alcuni dei nostri nonni a venire in classe per parlarci di come era la loro vita quando avevano dodici anni. Sono venuti:
-    nonno Pasquale (nonno di Martina)
-    nonna Mariateresa (nonna di Andrea)
-    nonno Tommaso (nonno di Chiara)
-    nonno Filippo (nonno di Filippo)
-    nonno Antonio (nonno di Luca)
-    nonna Angela (nonna di Filippo) 

-    nonno Vito (nonno di Sara)                                                                                                                  È stato interessante sentire le storie delle loro vite da ragazzi, mi hanno colpito molto le differenze tra loro a dodici anni e quella mia di adesso. Ognuno di loro ha raccontato un po' della loro vita alla mia età, delle difficoltà nel svolgere alcune attività, in quanto oggetti come lavatrici, telefoni, TV, i computer e molto altro sono stati inventati successivamente. Inoltre ci hanno detto che anche le scuole erano diverse da oggi, infatti esse erano riservate o esclusivamente alle femmine o esclusivamente ai maschi. Un’altra grande differenza tra “ieri” e “oggi” è che i giocattoli venivano costruiti direttamente dai bambini, con ciò che trovavano in casa, dando molto spazio alla creatività. I figli a quei tempi non chiedevano paghette anzi, se desideravano qualcosa, la compravano loro e se guadagnavano qualcosa, la davano alla famiglia. Le famiglie erano molto numerose e visto che spesso c’erano problemi economici, i vestiti e le scarpe venivano passati di fratello in fratello, anche se essi potevano non piacere. Insomma loro erano molto più umili di noi e si accontentavano di poco, mentre adesso ci si lamenta anche delle più ccole cose.         Quest’incontro è stato molto utile in quanto mi ha permesso di capire le evoluzioni avvenute nel corso del tempo. 
                                     Sandra Baldassarre

I nostri nonni

Nonno Pasquale       Martina
Nonno Antonio        Luca
Nonno Vito              Sara
Nonna Mariateresa   Andrea
Nonno Tommaso      Chiara
Nonno Filippo          Filippo
Nonna Angelo          Filippo
Nonno Antonio        Francesco

NONNO TOMMASO
Ha vissuto dall'inizio della fine della seconda guerra mondiale. Viveva a Napoli e c'era tanta povertà e mancanza di cibo.Si sentivano tutti i bombardamenti e quando suonava la campanella dovevano correre a rifugiarsi negli scantinati perchè arrivavano i Fascisti. Dall' infanzia i ragazzi venivano già addestrati per la guerra e andavano comunque  a scuola.
NONNA MARIATERESA
Frequentava una scuola femminile con le suore e nel pomeriggio sua nonna le faceva imparare a cucire, i giochi li costruivano molto spesso loro e con esso si divertivano. Non c'era tanta libertà come oggi per es. le feste le dovevano fare a casa e non potevano uscire. Si doveva risparmiare.
NONNA ANGELA
La prima lavatrice era molto diversa dalla nostra.Era un recipiente dove mettevi la roba ed esse girava.Non c'era in frigorifero, ma, delle celle frigorifere.Poi dopo u po' di tempo si creò la lavastoviglie e questa occupava tantissimo spazio.
NONNO VITO 
Chi aveva la televisione, quando c'erano i programmi venivano tutte le persone del palazzo a vedere e questo era un modo per stare tutti insieme. L'orario era dalle 17.00 alle 24.00. Si vedeva in bianco e nero e il televisore era gigante . Sul televisore c'erano solo pochi programmi
NONNO FILIPPO
Non c'era tanto pericolo stradale perchè c'erano le carrozze o i primi tram.Il padre era maresciallo e stette quattro anni nei campi di concentramento e lui riuscì a scappare grazie ad una bomba che scoppiò e si formò un grande buco.
NONNO ANTONIO
Aveva un maestro molto bravo e per studiare i compiti a casa, lui e i suoi fratelli dovevano dividere una stanza intera. E per studiare alcuni informazioni prendevano le enciclopedie e se non c'erano si andava nella biblioteca scolastica e si prendeva il libro interessato. Abitava al quarto e ogni giorno si doveva fare 100 scalini senza ascensore.
Nonno  Pasquale
Non si è mai permesso di disobbedire al padre. Stava in collegio e la quotidianità era la sveglia la mattina , un bagno condiviso, una classe di 30 ragazzi , il rapporto fra insegnanti e alunni era molto rigido e alcune volte si usava la bacchetta. Ogni domenica venivano i genitori venivano a trovare i propri figli e invece il rapporto e invece il rapporto con i propri genitori era molto freddo e questo modo di fare era per costruire un futuro per i figli



Nonno antonio
Si giocava a calcio con i palloni fatti da sé o un gioco molto usato all’ epoca era subbuteo. Visto che i giochi erano pochi la madre portava il figlio a fare i compiti dallo zio.Pi si cucinava tutto in casa , si faceva la salsa e vari piatti buonissimi  Era raro che in inverno si coltivassero i peperoni e quindi in estate si attendeva che maturassero per poi conservarli per l’inverno










 LA FOTOGRAFIA
Le fotografie erano in bianco e nero e si facevano raramente. La prima macchina fotografica era la polaroid. Le uniche fotografie che si facevano erano alla comunione e ad altri eventi speciali perché esse costavano.

 IL CINEMA
Prima il cinema era solo in bianco e nero adesso invece è a colori con effetti speciali . Non era frequente che si andasse al cinema quindi alle parrocchie per intrattenere i ragazzi proiettavano i film religiosi





EMOZIONI  DI …
    … SENTIR RACCONTARE …
Il 2 ottobre sono venuti i nonni di alcuni compagni di classe, in occasione della loro festa. C’era il nonno di Martina ,di Luca, di Sara Simone, di Chiara Sisto, la nonna di Andrea e i nonni di Filippo.
 Ognuno aveva storie diverse da raccontare, mi sono immedesimata in  esse, sono  entrata nelle loro storie e ho vissuto ognuno dei loro momenti, dall' ansia dei bombardamenti all' emozione del primo televisore, dalle fatiche della lavandaia alla gioia della prima lavatrice . I nonni avevano diversi ricordi tutti molto interessanti e curiosi. E' stato coinvolgente ascoltarli e pensare che vivevano in una vita difficile e durissima.

                                                                Giada Damiani

venerdì 29 gennaio 2016

L'incontro con i nonni

Venerdì 2 Ottobre sono venuti a trovarci a scuola i  nonni  di alcuni compagni … non tutti naturalmente. Ognuno di loro ci ha parlato di qualcosa che è cambiato da “Ieri” a “Oggi”.
Qualcuno ha parlato della guerra, quindi forse dei giorni più difficili della loro vita,quando non sapevano se il futuro li aspettava riservandogli giorni migliori , giorni tranquilli o anche semplicemente giorni “Normali”;ora ,però, fortunatamente sono qui a parlarci a raccontarci la loro storia a descriverci le loro incertezze, le loro paure di quel tempo ormai passato , ormai superato. Ora quasi ci ridono su ,  sono stati forti , sono stati degli eroi, dei veri eroi che hanno  superato “il male”.
Qualcuno ci ha parlato dell’igiene  o meglio del bagno di allora. Non era di certo come quelli di oggi ultramoderni : era semplicemente  un piccolo spazio con una bacinella per lavarsi la faccia e un piccolo gabinetto .
Qualcun altro, invece, ci ha raccontato dei giochi , quei giochi da cui nascevano nuove amicizie, quei giochi  che si condividevano con altri bambini, altri ragazzi : quei giochi che permettevano la socializzazione a differenza di oggi in cui tutti ,dai più piccini agli adulti si sono trasformati in delle isole , isole che a volte neanche si salutano, specialmente noi ragazzi. Forse gli unici che si sono “Salvati” da questo presente che non comunica , sono loro, loro  che il 2 0ttobre festeggiamo , loro che ci insegnano più di chiunque altro, I NONNI.
Ci hanno parlato anche della macchina fotografica … la prima che scattava foto in bianco e nero … immortalava i momenti più importanti ( non esistevano i  migliaia di selfie di oggi).
Oppure ci hanno parlato della televisione … all’epoca la televisione “CONDOMINIALE”: decine di persone riunite in un'unica casa con gli occhi puntati lì in quel rettangolino prezioso.
Ci hanno parlato anche di tante altre cose, una più interessante dell’altra , una più appassionante dell’altra.
Insomma ci hanno fatto una lezione di cultura, una lezione di vita, ci hanno istruiti su cose di “ prima”,cose da noi sconosciute. Sono stati i nostri maestri per un giorno. Sono stati i nostri insegnanti preferiti…che bello!
Con loro abbiamo fatto un vero e proprio viaggio, il più bello , il più raro. Con i loro discorsi siamo andati indietro del tempo e non tutti lo possono fare , se non hanno vicino delle persone come loro…delle persone rare , preziose.                                                                                                                                                                                                                                       
     Maria Luna Esposito                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

Il 2 ottobre...

Il giorno 2 ottobre c'è stata la festa dei nonni e per festeggiarla abbiamo invitato alcuni nonni a raccontarci cosa facevano loro alla nostra età.C'è chi ha raccontato della scuola,chi ha vissuto durante la guerra, chi dopo, chi aveva la lavatrice, il televisore o addirittura il telefono fisso; ma comunque il periodo era lo stesso. I nonni, compreso il mio, sono stati con noi per due ore circa e in quest' ultima mi sono sentito trasportato in quell' epoca, mi sembrava di vedere o fare le stesse cose che descrivevano. Mio nonno ha detto che per giocare a calcio costruiva da solo una palla fatta di calze, cuoio legate con lo spago, noi oggi stiamo a casa davanti ad uno schermo che la palla ce la fa solo vedere; una nonna ha detto che avevano il cordless, che il padre chiudeva a chiave pur di non fare telefonate e noi oggi abbiamo un telefono stottile, costoso e fragile e con un tasto si posso chiamare tante persone noi vogliamo. Quindi il confronto fra le due epoche mi ha fatto riflettere su quanto fosse difficile la vita a quei tempi, almeno per quello che ci riguarda, ma se noi provassimo a metterci dalla loro parte ci accorgeremo che per loro quella era la normalià e forse loro erano più felici di noi ora.
                                                      Francesco Polieri

Ai tempi dei nonni...

Il giorno 2 Ottobre a scuola sono venuti alcuni nonni dei miei compagni che ci hanno raccontato la loro vita da piccoli. Mi hanno fatto capire com’era bello divertirsi in mezzo alla strada, trascorrere le ore con i loro amici facendo qualche gioco che solo i nostri nonni ne possono capire il significato e il divertimento. Noi, invece, al contrario loro, restiamo chiusi a casa a giocare con il telefono, a guardare la televisione. La tecnologia ha cambiato noi ragazzi. Un nonno ci ha raccontato che il pane doveva bastare a tutta la famiglia una settimana perché fuori c’era la guerra e non si aveva il permesso di uscire. Oggi alcuni di noi il cibo lo buttano senza ricordare i tempi di quando c’era la guerra. Un’ altra nonna ci ha spiegato i giochi che i ragazzi facevano a quel tempo: la campana, il tiro alla corda, il gioco delle cinque pietre, nascondino, la corsa dei sacchi e il giovo delle biglie. Questi giochi sono molto diversi da quelli di oggi, i giochi dei nostri nonni erano all’aria aperta, con gli amici, a contatto con la natura, mentre quelli di oggi si riducono al cellulare e passione molto più tempo con la tecnologia che con lo studio. Anche gli elettrodomestici erano pochi in confronto ad ora, questi se li potevano permettere solo i più ricchi, infatti la gente comune lavava i panni con un pezzo di legno, lo stricatoio. Per le ricerche di scuola, i nostri nonni andavano in delle vere biblioteche, scrivendo a mano la ricerca e se sbagliavano una parola dovevano ricopiare tutto. Oggi i nonni mi hanno fatto capire quanto nel corso degli anni siano cambiate le generazioni e io vorrei provare a ritornare ai vecchi tempi e trascorrere una giornata senza tecnologia!


                                                                                               Silvia Lonigro 

giovedì 28 gennaio 2016

La storia dei nonni alla nostra età

La professoressa di Italiano della nostra classe ha invitato alcuni nonni per farci raccontare ragazzi le loro esperienze vissute quando erano piccoli come noi.
La prima settimana di ottobre in occasione della festa dei nonni, abbiamo ricevuto questo dono.
Tra tutti i nonni in classe, quello che mi ha fatto ridere è stato il nonno Chiara Sisto ovvero il signor Tommaso.
Nonno Tommaso ci ha raccontato alcuni episodi molto tristi della sua infanzia, mi ha colpito, però, il modo in cui lo raccontava perché nonostante la tristezza del racconto lui era felice di stare con noi.
Mi ha colpito maggiormente la semplicità e la serenità dei giochi che facevano all'epoca.
La cosa che mi è piaciuta meno è stato il rigore che i  genitori imponevano ai nostri nonni.
Non era possibile alzarsi da tavola se prima non finivano tutti il pasto, bisognava stare seduti composti senza poter appoggiare il gomito sul tavolo.
E' stata un esperienza fantastica, perché ci ha fornito degli spunti di riflessione.
Alla conclusione dei loro racconti mi sono sentito un ragazzino davvero fortunato.
                                                                                                                     Steven Matteo

Il passato dei nonni

Tempo fa i nonni sono venuti
e con felicità li abbiamo conosciuti
ci hanno spiegato la vita a noi lontana
e cosa facevano ogni giorno della settimana.
A quei tempi c'era la guerra
che ha quasi rovinato tutta  la terra.
La vita di oggi è stupenda
ma quella del passato è leggenda
la tecnologia non esisteva
ma un rimedio per tutto si conosceva
per due ore di ciò ci hanno parlato
loro il passato hanno abitato.
Vari nonni erano presenti
e i loro racconti sono stati coinvolgenti.
Ognuno di qualcosa ha parlato
e noi tutto abbiamo filmato
con il loro insegnamenti un progetto abbiamo creato
vari gruppi sono nati
e ognuno in qualcosa si è immedesimato
dove il moderno è congelato.
                                                     Marco Aprigliano

L'incontro con i nonni

In classe abbiamo incontrato i nonni di alcuni compagni, ed è stato molto interessante perché ci hanno raccontato delle loro esperienze durante l'infanzia. Per esempio, nonno Tommaso ci ha raccontato di sé durante il periodo della 2^ Guerra Mondiale quando si doveva vivere con pochissimo ogni giorno. In quei tempi i fascisti dividevano ogni fascia di età in vari gruppi che venivano addestrati per la guerra e per proteggere la nazione.
Altri ci hanno parlato del periodo del dopoguerra e dell'inizio delle nuove tecnologie domestiche. Hanno raccontato della prima lavatrice, che non aveva l'oblò, ma aveva un grosso buco in alto, e dentro si mettevano i panni sporchi che venivano fatti girare in una sola direzione e che ne uscivano come stracci. Nonno Vito ci ha raccontato che nel momento in cui una persona doveva fare i bisogni, li faceva in un grosso contenitore che, quando era pieno, bisognava portare in una specie di letamaio.
Nonno Antonio ci ha parlato della sua infanzia, in particolare della disciplina, come ha fatto anche nonno Tommaso, e dei giochi che usava, come la palla di stracci, di carta o di calza. All'epoca i genitori erano molto freddi con i figli, però nel cuore volevano loro molto bene: nonno Pasquale che ci ha rivelato che suo padre, in punto di morte gli ha detto che quando lo avevano lasciato in collegio insieme a suo fratello, passava molte ore a piangere. I genitori potevano andarli a trovare solo la domenica,  e i lui tornava a casa solo durante le festività.
Infine, il nonno di Francesco ci ha parlato delle tecnologie riguardanti la radiologia, che prima emettevano moltissime radiazioni al paziente mentre ora molte meno. I pazienti continuano ad avere paura, anche se lui si chiede perché temono una radiologia quando si espongono tanto tempo alle radiazioni solari. Nel complesso questo incontro è stato molto interessante e ho imparato ad apprezzare un po' di più quello che ho e l'affetto dei miei genitori.

                                                              Amedeo Briscese

:-Quando eravamo bambini noi...-

I nonni:. ci sono un sacco di cose da dire su di loro e anche da sapere, cosi li abbiamo voluti invitare in classe per farci raccontare come vivevano quando loro avevano 12 anni Hanno accettato l’ invito:
NONNO PASQUALE
NONNO ANTONIO
NONNO TOMMASO
NONNO ANTONIO
NONNO VITO
NONNA ANGELA
NONNA MARIATERESA
NONNO FILIPPO
Ci hanno raccontato che loro avevano vissuto nel periodo della guerra, infatti c’è stato chi era un balilla mentre le donne dovevano stare in casa ad aiutare.
Quasi tutti sono andati nelle scuole pubbliche mentre uno solo è stato in collegio dove la vita era più dura, infatti i ragazzi del collegio potevano incontrare i genitori solo la domenica e c’era un rapporto un po’più freddo in confronto a chi andava a scuola pubblica e quindi vedeva i genitori più spesso.

Certo anche lì la scuola non era proprio una passeggiata infatti chi si comportava male veniva punito molto severamente, per esempio si veniva in ginocchio messi sui ceci dietro la lavagna.
                                                                                          Martina Vasile

martedì 26 gennaio 2016

Al tempo dei nonni

Venerdì, 2 ottobre 2015, in mattinata, sono venuti a farci visita i carissimi nonni di alcuni compagni di classe per raccontarci la loro vita ed i loro passatempi giornalieri quando erano ragazzi. Abbiamo ricevuto Pasquale (il nonno di Martina), Filippo e Angela (i nonni di Filippo), Tommaso (nonno di Chiara), Maria Teresa (nonna di Andrea) e Vito (nonno di Sara).
Appena arrivati, noi alunni li abbiamo accolti nella nostra splendida classe, poi si sono accomodati su delle sedie accanto alla cattedra e hanno cominciato a parlare riguardo le loro esperienze. Ci hanno riferito innanzitutto che nessuno possedeva la tecnologia presente ai  giorni nostri, tutto questo era solo un’immaginazione per loro. Poi ci hanno parlato della bruttissima guerra vissuta quando erano nostri coetanei nel periodo del Fascismo.
La giornata che trascorrevano i ragazzi era piuttosto semplice: i ragazzi giocavano a calcio per strada tranquillamente mentre le ragazze giocavano e ricamavano con delle bambole di pezza; si socializzava anche di più nel passato, invece nei giorni nostri la maggior parte dei ragazzi rimane “incollata” ai monitor della TV o dei video-game.
Inoltre le nonne ci hanno spiegato che le donne lavavano i vestiti direttamente a mano, dato che non esistevano assolutamente lavatrici, più in là pochi potevano permetterla.
Credo che questa giornata sia stata proprio ideale per poter sapere a fondo come vivevano i nostri nonni ogni giornata e penso che sarebbe stato meglio vivere al tempo dei nostri nonni, imparando a socializzare di più e a vivere meglio.

                                     Gianfranco Ceglie

I giochi dei nonni


Ai tempi dei nostri nonni era tutto molto differente.
Non esistevano i computer e neanche gli elettrodomestici come la lavatrice, il frigorifero e lavastoviglie.
Per lavare i piatti si usava una spugnetta e del sapone fatto in casa; oppure per lavare gli abiti li si metteva in una bacinella e poi bisognava lavarli a mano. Noi oggi abbiamo un sacco di videogiochi e telefoni ultra tecnologici,mentre prima c’era solo il telefono fisso. I nonni per divertirsi di solito usavano un pallone fatto con artigianalmente con un giornale, dei vecchi calzini e uno spago per tenere fermo il tutto e poi… si giocava! Siamo rimasti molto colpiti da quanto oggi sia tutto così diverso in confronto ai tempi dei nostri nonni!!
                                                                                  Luca Lattanzi

Riflessioni

Il 2 Ottobre, in occasione della festa dei nonni, a scuola abbiamo invitato i nostri nonni. Hanno trascorso con noi tutta la mattinata parlando del modo di vivere ai loro tempi. Ci hanno spiegato che non esisteva la tecnologia di oggi e quindi per loro era importante incontrarsi con gli altri ragazzi in cortile per inventare giochi. Nelle loro case gli elettrodomestici erano semplici macchine manuali. La televisione non c’era in tutte le case, era riservata solo alle famiglie benestanti e aveva determinati programmi a certe ore. Abbiamo trascorso due ore piacevoli immedesimandoci nel loro modo di essere stati ragazzi della nostra età ,apprezzando come si divertissero nonostante la tecnologia fosse molto primitiva.

Filippo Ambruosi

DUE ORE CON I NONNI



Venerdì  ci sono venuti a trovare in classe i nonni di alcuni

di noi. Ci hanno raccontato alcune avventure che gli sono rimaste impresse della loro gioventù.
Nonno Tommaso era uno di 5 figli e ci ha raccontato di come ha vissuto la seconda guerra mondiale: appena suonava la sirena,  segnale che annunciava che stavano per essere attaccati, correvano tutti negli scantinati per proteggersi; inoltre ogni fascia d’età  aveva il suo compito con delle precise divise.
Nonna Maria Teresa da giovane si occupava della casa e faceva parte di un istituto femminile (allora maschi e femmine erano divisi) e i giochi con cui giocavano li costruivano loro; i genitori non le davano molta libertà, erano molto protettivi nei suoi confronti.
Nonna Angela ci ha raccontato dell’arrivo della prima lavatrice nel 1956 e che allora non c’erano i frigoriferi ma solo ghiacciaie; quando arrivò la prima lavastoviglie era molto grande.
Nonno Vito, nato nel 1956,era l’unico del suo stabile ad avere la TV e il sabato sera andavano tutti a casa sua a vederla dalle 5.00 alle 24.00 , i canali erano solo in bianco e nero ed esistevano solo Rai 1 e Rai 2 .
Nonno Filippo ci ha detto che allora c’era molta più sicurezza per strada e che lui poteva uscire da solo; il primo telefono lo comprò dopo il diploma e lo condivise con la famiglia, anche se ci metteva il lucchetto perché le telefonate costavano . Il padre fu catturato e stette 5 anni in un campo di concentramento e riuscì a scappare dopo un bombardamento, perché si fece un buco nella recinzione  arrivando a Bari l'anno seguente.
Nonno Antonio era uno di 7 figli e il ricordo che ci ha raccontato è stato quello di quando  il padre di un suo amico gli regalava i gelatini e quando è stato chierichetto. Ci ha detto anche che per fare le ricerche spesso andava dai frati per usare le loro biblioteche pieni di libri.
 Nonno Pasquale era uno di 2 figli e la sua infanzia l’ha trascorsa in un istituto da cui usciva solo a Natale e a Pasqua; l’istituto aveva i bagni in comune e le classi erano formate da 30 ragazzi; qui si usavano le bacchettate sulle mani e le tirate d’orecchio per tenerli sotto controllo; i genitori lo andavano a trovare solo la domenica e tra di loro non c’era un bel rapporto.
Nonno Antonio ha detto che loro da piccoli costruivano la palla con i giornali e con essa giocavano poi per strada.
Ho appreso tanto da questo incontro ...


Sara Rega

I nonni,una ricchezza per tutti

I nonni oggi per noi son diventati
veri e propri miti da tutti tanto amati.
Ogni volta, le loro storie voglion raccontare
ogni volta, ci riescono ad appassionare,
con una loro coccola o carezza
il tempo con loro passato,
diventa una ricchezza.
Nei loro occhi si può ancora vedere
la guerra, che dispiacere!
Una da noi molto gradita,
come a scuola una gita
è che le cioccolate ci offron da mangiare
mentre le mamme non ce le voglion dare.
Per noi saltargli in braccio
è come ricevere da loro un abbraccio.
I nonni sono anche ottimi cuochi
e, se glielo chiediamo, ci compran anche tanti giochi.
I nonni con gli adulti sanno farci
e convincono i genitori a non sgridarci.
I loro occhi sono pieni di onestà
e il loro cuore pieno di felicità.
Per questo noi a scuola li abbiamo invitati
e dai loro racconti siamo stati conquistati.
                                    Pietro De Paulis


La vita dei nostri nonni

Oggi a scuola sono venuti alcuni dei nonni dei ragazzi della nostra classe per parlare delle loro infanzia e per mettere a confronto il presente con il passato. Sentendoli parlare ho capito che sono cambiate tante cose nel corso di questi anni , anche se in fondo  ne sono trascorsi veramente pochi.
Il nostro stile di vita e le nostre abitudini hanno cambiato notevolmente il nostro carattere rendendoci persone molto diverse: prima, infatti, c'era molta collaborazione e rapporto di amicizia tra gli inquilini di un palazzo, ora  spesso non si conosce nemmeno il nome del proprio vicino. Inoltre tutt'oggi affrontiamo molti dei nostri problemi giornalieri con superficialità, affidando questi alla tecnologia o ad altri attrezzi che ci rendono più facile la vita.
L’incontro con i nonni ci ha dato la capacità di renderci conto di come ci siamo trasformati, ma la cosa che più mi ha colpito è stato il coraggio con il quale tutti loro hanno affrontato le varie situazioni e i problemi nel corso della loro vita piena di esperienze da tramandare.                                                      
Sara Simone


Un giorno con i nonni

Il giorno 2 ottobre si festeggia la giornata dei nonni e per questo motivo molti compagni di classe hanno avuto piacere di invitare i loro nonni nella nostra scuola.
Abbiamo  attuato questa iniziativa per scoprire com’era all’epoca la vita dei nostri nonni: cosa facevano, come vivevano e come si comportavano… Ogni nonno e nonna ci ha raccontato una parte della loro vita. Parlando della scuola, dei genitori e delle attività che si praticavano… e anche se non vivevo a quei tempi è stato proprio come vivere un passato che però per me non è mai esistito.
Quasi tutti i nonni ci hanno raccontato che vivevano in periodo di guerra e  molti per questa ragione non potevano andare a scuola, soprattutto le ragazze che dovevano aiutare in casa le loro madri per i lavori domestici:  imparavano a pulire, a cucire e a ricamare.
I giochi si inventavano e si praticavano per la strada senza pericoli di automobili o autobus; i giochi principali erano la campana, i salti alla corda e il tiro alla fune; per le ragazze invece vi erano le bambole e si giocava stando in casa.
Le uscite con gli amici erano davvero rare e le feste si facevano in casa con una semplice torta; alcuni nonni inoltre ci hanno raccontato che nei primi tempi della televisione ci si incontrava in casa di amici in circa 30 persone per vedere tutti insieme i programmi più noti come ad esempio Carosello.
In questa giornata abbiamo proprio parlato tanto e abbiamo imparato anche com’era la vita senza tecnologia, è stato proprio bello; è sempre bello ricordare e ritornare bambini. Questa iniziativa è stata davvero stupenda.
Denise Greco

I Nonni: riflessioni poetiche

I NONNI
Tante sono le cose da dire su di loro…
sembrano seri ma sono più preziosi dell’oro.
Incontrarli è stata un’ allegria,
che nessuno potrà portarci via.
E’ una gioia poterli ascoltare,
Poterci parlare.
Con loro non si guarda, si osserva
Non si risponde, ci si rispetta…
Sarebbe bello vederli ancora
Per ascoltare le loro storie di prima e di ora.
Loro sono come secondi genitori,
Sono i nostri grandi protettori.
Conoscerli è stato entusiasmante
E stare con loro ancor più affascinante.
                                                                                            Denise Greco