Venerdì ci sono venuti a trovare in classe i nonni di alcuni
di noi. Ci hanno raccontato alcune avventure che gli sono rimaste impresse
della loro gioventù.
Nonno Tommaso era uno di 5 figli e ci ha raccontato di come ha vissuto la seconda guerra mondiale: appena suonava la sirena, segnale che annunciava che
stavano per essere attaccati, correvano tutti negli scantinati per proteggersi; inoltre ogni fascia d’età aveva il suo compito con delle precise divise.
Nonna Maria Teresa da giovane si occupava della casa e faceva parte di un
istituto femminile (allora maschi e femmine erano divisi) e i giochi con cui
giocavano li costruivano loro; i genitori non le davano molta libertà, erano molto protettivi nei suoi confronti.
Nonna Angela ci ha raccontato dell’arrivo della prima lavatrice nel 1956 e che
allora non c’erano i frigoriferi ma solo ghiacciaie; quando arrivò la prima lavastoviglie era molto grande.
Nonno Vito, nato nel 1956,era l’unico del suo stabile ad avere la TV e il sabato
sera andavano tutti a casa sua a vederla dalle 5.00 alle 24.00 , i canali
erano solo in bianco e nero ed esistevano solo Rai 1 e Rai 2 .
Nonno Filippo ci ha detto che allora c’era molta più sicurezza per strada e che lui poteva uscire da solo; il primo telefono lo
comprò dopo il diploma e lo
condivise con la famiglia, anche se ci metteva il lucchetto perché le telefonate costavano . Il padre fu catturato e stette 5 anni in un campo
di concentramento e riuscì a scappare dopo un
bombardamento, perché si fece un buco nella
recinzione arrivando a Bari l'anno seguente.
Nonno Antonio era uno di 7 figli e il ricordo che ci ha raccontato è stato quello di quando il padre di un suo amico gli regalava i
gelatini e quando è stato chierichetto. Ci
ha detto anche che per fare le ricerche spesso andava dai frati per usare le loro
biblioteche pieni di libri.
Nonno Pasquale era uno di 2 figli e la
sua infanzia l’ha trascorsa in un istituto da cui usciva solo a Natale e a
Pasqua; l’istituto aveva i bagni in comune e le classi erano formate da 30
ragazzi; qui si usavano le bacchettate sulle mani e le tirate d’orecchio per
tenerli sotto controllo; i genitori lo andavano a trovare solo la domenica e tra
di loro non c’era un bel rapporto.
Nonno Antonio ha detto che loro da piccoli costruivano la palla con i giornali e con essa giocavano poi per strada.
Ho appreso tanto da questo incontro ...
Ho appreso tanto da questo incontro ...
Sara Rega
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