Il 2 ottobre
2015 si sono recati presso la classe 2 C i nonni e nonne di alcuni studenti.
Quante cose
ci hanno raccontato e ci hanno fatto scoprire! Alla fine della lezione, infatti,
avevamo tutti noi gli occhi spalancati
ed increduli.
Pensate che
prima in cucina mancavano tutti i macchinari elettronici con cui ora, in meno
di cinque minuti, prepariamo manicaretti; si utilizzavano invece mattarelli e
altri arnesi, ma soprattutto il lavoro manuale. Questo mi fa pensare a quanto,
al giorno d’oggi, si dia tutto per scontato e quanto molte invenzioni siano
ormai sottovalutate.
Ci hanno,
inoltre, raccontato che quando uscì in commercio la prima TV poche persone
potevano permettersela e quindi, circa un giorno a settimana, tutti i
coinquilini si riunivano a casa del “fortunato” (il possessore del televisore)
per vedere un programma o una partita, tutti assieme. Una cosa che ammiro dei
tempi passati, e che oggi non è più così; è che era tutto finalizzato allo
stare in compagnia e socializzare, mentre ora, a causa della tecnologia, molti
ragazzi sono diventati dei “solitari” e preferiscono passare un pomeriggio
collegati al computer che una giornata al parco.
Sapete come
passavano prima il loro tempo ragazzi e ragazze?
I bambini
studiavano e giocavano a palla per la strada, mentre le bambine ricamavano e
pregavano. Secondo me è
sbagliato, però, imporre queste attività perché i ragazzi si devono sentire
liberi di coltivare le loro passioni senza che nessuno li giudichi.
Credo
inoltre che dovremmo prendere d’esempio alcune abitudini “antiche” come il non
dare tutto per scontato, staccarci un po’ da questa tecnologia, stare di più
con la famiglia e badare al “menage” casalingo. Sveva Castellano
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