venerdì 29 gennaio 2016

L'incontro con i nonni

Venerdì 2 Ottobre sono venuti a trovarci a scuola i  nonni  di alcuni compagni … non tutti naturalmente. Ognuno di loro ci ha parlato di qualcosa che è cambiato da “Ieri” a “Oggi”.
Qualcuno ha parlato della guerra, quindi forse dei giorni più difficili della loro vita,quando non sapevano se il futuro li aspettava riservandogli giorni migliori , giorni tranquilli o anche semplicemente giorni “Normali”;ora ,però, fortunatamente sono qui a parlarci a raccontarci la loro storia a descriverci le loro incertezze, le loro paure di quel tempo ormai passato , ormai superato. Ora quasi ci ridono su ,  sono stati forti , sono stati degli eroi, dei veri eroi che hanno  superato “il male”.
Qualcuno ci ha parlato dell’igiene  o meglio del bagno di allora. Non era di certo come quelli di oggi ultramoderni : era semplicemente  un piccolo spazio con una bacinella per lavarsi la faccia e un piccolo gabinetto .
Qualcun altro, invece, ci ha raccontato dei giochi , quei giochi da cui nascevano nuove amicizie, quei giochi  che si condividevano con altri bambini, altri ragazzi : quei giochi che permettevano la socializzazione a differenza di oggi in cui tutti ,dai più piccini agli adulti si sono trasformati in delle isole , isole che a volte neanche si salutano, specialmente noi ragazzi. Forse gli unici che si sono “Salvati” da questo presente che non comunica , sono loro, loro  che il 2 0ttobre festeggiamo , loro che ci insegnano più di chiunque altro, I NONNI.
Ci hanno parlato anche della macchina fotografica … la prima che scattava foto in bianco e nero … immortalava i momenti più importanti ( non esistevano i  migliaia di selfie di oggi).
Oppure ci hanno parlato della televisione … all’epoca la televisione “CONDOMINIALE”: decine di persone riunite in un'unica casa con gli occhi puntati lì in quel rettangolino prezioso.
Ci hanno parlato anche di tante altre cose, una più interessante dell’altra , una più appassionante dell’altra.
Insomma ci hanno fatto una lezione di cultura, una lezione di vita, ci hanno istruiti su cose di “ prima”,cose da noi sconosciute. Sono stati i nostri maestri per un giorno. Sono stati i nostri insegnanti preferiti…che bello!
Con loro abbiamo fatto un vero e proprio viaggio, il più bello , il più raro. Con i loro discorsi siamo andati indietro del tempo e non tutti lo possono fare , se non hanno vicino delle persone come loro…delle persone rare , preziose.                                                                                                                                                                                                                                       
     Maria Luna Esposito                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

Il 2 ottobre...

Il giorno 2 ottobre c'è stata la festa dei nonni e per festeggiarla abbiamo invitato alcuni nonni a raccontarci cosa facevano loro alla nostra età.C'è chi ha raccontato della scuola,chi ha vissuto durante la guerra, chi dopo, chi aveva la lavatrice, il televisore o addirittura il telefono fisso; ma comunque il periodo era lo stesso. I nonni, compreso il mio, sono stati con noi per due ore circa e in quest' ultima mi sono sentito trasportato in quell' epoca, mi sembrava di vedere o fare le stesse cose che descrivevano. Mio nonno ha detto che per giocare a calcio costruiva da solo una palla fatta di calze, cuoio legate con lo spago, noi oggi stiamo a casa davanti ad uno schermo che la palla ce la fa solo vedere; una nonna ha detto che avevano il cordless, che il padre chiudeva a chiave pur di non fare telefonate e noi oggi abbiamo un telefono stottile, costoso e fragile e con un tasto si posso chiamare tante persone noi vogliamo. Quindi il confronto fra le due epoche mi ha fatto riflettere su quanto fosse difficile la vita a quei tempi, almeno per quello che ci riguarda, ma se noi provassimo a metterci dalla loro parte ci accorgeremo che per loro quella era la normalià e forse loro erano più felici di noi ora.
                                                      Francesco Polieri

Ai tempi dei nonni...

Il giorno 2 Ottobre a scuola sono venuti alcuni nonni dei miei compagni che ci hanno raccontato la loro vita da piccoli. Mi hanno fatto capire com’era bello divertirsi in mezzo alla strada, trascorrere le ore con i loro amici facendo qualche gioco che solo i nostri nonni ne possono capire il significato e il divertimento. Noi, invece, al contrario loro, restiamo chiusi a casa a giocare con il telefono, a guardare la televisione. La tecnologia ha cambiato noi ragazzi. Un nonno ci ha raccontato che il pane doveva bastare a tutta la famiglia una settimana perché fuori c’era la guerra e non si aveva il permesso di uscire. Oggi alcuni di noi il cibo lo buttano senza ricordare i tempi di quando c’era la guerra. Un’ altra nonna ci ha spiegato i giochi che i ragazzi facevano a quel tempo: la campana, il tiro alla corda, il gioco delle cinque pietre, nascondino, la corsa dei sacchi e il giovo delle biglie. Questi giochi sono molto diversi da quelli di oggi, i giochi dei nostri nonni erano all’aria aperta, con gli amici, a contatto con la natura, mentre quelli di oggi si riducono al cellulare e passione molto più tempo con la tecnologia che con lo studio. Anche gli elettrodomestici erano pochi in confronto ad ora, questi se li potevano permettere solo i più ricchi, infatti la gente comune lavava i panni con un pezzo di legno, lo stricatoio. Per le ricerche di scuola, i nostri nonni andavano in delle vere biblioteche, scrivendo a mano la ricerca e se sbagliavano una parola dovevano ricopiare tutto. Oggi i nonni mi hanno fatto capire quanto nel corso degli anni siano cambiate le generazioni e io vorrei provare a ritornare ai vecchi tempi e trascorrere una giornata senza tecnologia!


                                                                                               Silvia Lonigro 

giovedì 28 gennaio 2016

La storia dei nonni alla nostra età

La professoressa di Italiano della nostra classe ha invitato alcuni nonni per farci raccontare ragazzi le loro esperienze vissute quando erano piccoli come noi.
La prima settimana di ottobre in occasione della festa dei nonni, abbiamo ricevuto questo dono.
Tra tutti i nonni in classe, quello che mi ha fatto ridere è stato il nonno Chiara Sisto ovvero il signor Tommaso.
Nonno Tommaso ci ha raccontato alcuni episodi molto tristi della sua infanzia, mi ha colpito, però, il modo in cui lo raccontava perché nonostante la tristezza del racconto lui era felice di stare con noi.
Mi ha colpito maggiormente la semplicità e la serenità dei giochi che facevano all'epoca.
La cosa che mi è piaciuta meno è stato il rigore che i  genitori imponevano ai nostri nonni.
Non era possibile alzarsi da tavola se prima non finivano tutti il pasto, bisognava stare seduti composti senza poter appoggiare il gomito sul tavolo.
E' stata un esperienza fantastica, perché ci ha fornito degli spunti di riflessione.
Alla conclusione dei loro racconti mi sono sentito un ragazzino davvero fortunato.
                                                                                                                     Steven Matteo

Il passato dei nonni

Tempo fa i nonni sono venuti
e con felicità li abbiamo conosciuti
ci hanno spiegato la vita a noi lontana
e cosa facevano ogni giorno della settimana.
A quei tempi c'era la guerra
che ha quasi rovinato tutta  la terra.
La vita di oggi è stupenda
ma quella del passato è leggenda
la tecnologia non esisteva
ma un rimedio per tutto si conosceva
per due ore di ciò ci hanno parlato
loro il passato hanno abitato.
Vari nonni erano presenti
e i loro racconti sono stati coinvolgenti.
Ognuno di qualcosa ha parlato
e noi tutto abbiamo filmato
con il loro insegnamenti un progetto abbiamo creato
vari gruppi sono nati
e ognuno in qualcosa si è immedesimato
dove il moderno è congelato.
                                                     Marco Aprigliano

L'incontro con i nonni

In classe abbiamo incontrato i nonni di alcuni compagni, ed è stato molto interessante perché ci hanno raccontato delle loro esperienze durante l'infanzia. Per esempio, nonno Tommaso ci ha raccontato di sé durante il periodo della 2^ Guerra Mondiale quando si doveva vivere con pochissimo ogni giorno. In quei tempi i fascisti dividevano ogni fascia di età in vari gruppi che venivano addestrati per la guerra e per proteggere la nazione.
Altri ci hanno parlato del periodo del dopoguerra e dell'inizio delle nuove tecnologie domestiche. Hanno raccontato della prima lavatrice, che non aveva l'oblò, ma aveva un grosso buco in alto, e dentro si mettevano i panni sporchi che venivano fatti girare in una sola direzione e che ne uscivano come stracci. Nonno Vito ci ha raccontato che nel momento in cui una persona doveva fare i bisogni, li faceva in un grosso contenitore che, quando era pieno, bisognava portare in una specie di letamaio.
Nonno Antonio ci ha parlato della sua infanzia, in particolare della disciplina, come ha fatto anche nonno Tommaso, e dei giochi che usava, come la palla di stracci, di carta o di calza. All'epoca i genitori erano molto freddi con i figli, però nel cuore volevano loro molto bene: nonno Pasquale che ci ha rivelato che suo padre, in punto di morte gli ha detto che quando lo avevano lasciato in collegio insieme a suo fratello, passava molte ore a piangere. I genitori potevano andarli a trovare solo la domenica,  e i lui tornava a casa solo durante le festività.
Infine, il nonno di Francesco ci ha parlato delle tecnologie riguardanti la radiologia, che prima emettevano moltissime radiazioni al paziente mentre ora molte meno. I pazienti continuano ad avere paura, anche se lui si chiede perché temono una radiologia quando si espongono tanto tempo alle radiazioni solari. Nel complesso questo incontro è stato molto interessante e ho imparato ad apprezzare un po' di più quello che ho e l'affetto dei miei genitori.

                                                              Amedeo Briscese

:-Quando eravamo bambini noi...-

I nonni:. ci sono un sacco di cose da dire su di loro e anche da sapere, cosi li abbiamo voluti invitare in classe per farci raccontare come vivevano quando loro avevano 12 anni Hanno accettato l’ invito:
NONNO PASQUALE
NONNO ANTONIO
NONNO TOMMASO
NONNO ANTONIO
NONNO VITO
NONNA ANGELA
NONNA MARIATERESA
NONNO FILIPPO
Ci hanno raccontato che loro avevano vissuto nel periodo della guerra, infatti c’è stato chi era un balilla mentre le donne dovevano stare in casa ad aiutare.
Quasi tutti sono andati nelle scuole pubbliche mentre uno solo è stato in collegio dove la vita era più dura, infatti i ragazzi del collegio potevano incontrare i genitori solo la domenica e c’era un rapporto un po’più freddo in confronto a chi andava a scuola pubblica e quindi vedeva i genitori più spesso.

Certo anche lì la scuola non era proprio una passeggiata infatti chi si comportava male veniva punito molto severamente, per esempio si veniva in ginocchio messi sui ceci dietro la lavagna.
                                                                                          Martina Vasile

martedì 26 gennaio 2016

Al tempo dei nonni

Venerdì, 2 ottobre 2015, in mattinata, sono venuti a farci visita i carissimi nonni di alcuni compagni di classe per raccontarci la loro vita ed i loro passatempi giornalieri quando erano ragazzi. Abbiamo ricevuto Pasquale (il nonno di Martina), Filippo e Angela (i nonni di Filippo), Tommaso (nonno di Chiara), Maria Teresa (nonna di Andrea) e Vito (nonno di Sara).
Appena arrivati, noi alunni li abbiamo accolti nella nostra splendida classe, poi si sono accomodati su delle sedie accanto alla cattedra e hanno cominciato a parlare riguardo le loro esperienze. Ci hanno riferito innanzitutto che nessuno possedeva la tecnologia presente ai  giorni nostri, tutto questo era solo un’immaginazione per loro. Poi ci hanno parlato della bruttissima guerra vissuta quando erano nostri coetanei nel periodo del Fascismo.
La giornata che trascorrevano i ragazzi era piuttosto semplice: i ragazzi giocavano a calcio per strada tranquillamente mentre le ragazze giocavano e ricamavano con delle bambole di pezza; si socializzava anche di più nel passato, invece nei giorni nostri la maggior parte dei ragazzi rimane “incollata” ai monitor della TV o dei video-game.
Inoltre le nonne ci hanno spiegato che le donne lavavano i vestiti direttamente a mano, dato che non esistevano assolutamente lavatrici, più in là pochi potevano permetterla.
Credo che questa giornata sia stata proprio ideale per poter sapere a fondo come vivevano i nostri nonni ogni giornata e penso che sarebbe stato meglio vivere al tempo dei nostri nonni, imparando a socializzare di più e a vivere meglio.

                                     Gianfranco Ceglie

I giochi dei nonni


Ai tempi dei nostri nonni era tutto molto differente.
Non esistevano i computer e neanche gli elettrodomestici come la lavatrice, il frigorifero e lavastoviglie.
Per lavare i piatti si usava una spugnetta e del sapone fatto in casa; oppure per lavare gli abiti li si metteva in una bacinella e poi bisognava lavarli a mano. Noi oggi abbiamo un sacco di videogiochi e telefoni ultra tecnologici,mentre prima c’era solo il telefono fisso. I nonni per divertirsi di solito usavano un pallone fatto con artigianalmente con un giornale, dei vecchi calzini e uno spago per tenere fermo il tutto e poi… si giocava! Siamo rimasti molto colpiti da quanto oggi sia tutto così diverso in confronto ai tempi dei nostri nonni!!
                                                                                  Luca Lattanzi

Riflessioni

Il 2 Ottobre, in occasione della festa dei nonni, a scuola abbiamo invitato i nostri nonni. Hanno trascorso con noi tutta la mattinata parlando del modo di vivere ai loro tempi. Ci hanno spiegato che non esisteva la tecnologia di oggi e quindi per loro era importante incontrarsi con gli altri ragazzi in cortile per inventare giochi. Nelle loro case gli elettrodomestici erano semplici macchine manuali. La televisione non c’era in tutte le case, era riservata solo alle famiglie benestanti e aveva determinati programmi a certe ore. Abbiamo trascorso due ore piacevoli immedesimandoci nel loro modo di essere stati ragazzi della nostra età ,apprezzando come si divertissero nonostante la tecnologia fosse molto primitiva.

Filippo Ambruosi

DUE ORE CON I NONNI



Venerdì  ci sono venuti a trovare in classe i nonni di alcuni

di noi. Ci hanno raccontato alcune avventure che gli sono rimaste impresse della loro gioventù.
Nonno Tommaso era uno di 5 figli e ci ha raccontato di come ha vissuto la seconda guerra mondiale: appena suonava la sirena,  segnale che annunciava che stavano per essere attaccati, correvano tutti negli scantinati per proteggersi; inoltre ogni fascia d’età  aveva il suo compito con delle precise divise.
Nonna Maria Teresa da giovane si occupava della casa e faceva parte di un istituto femminile (allora maschi e femmine erano divisi) e i giochi con cui giocavano li costruivano loro; i genitori non le davano molta libertà, erano molto protettivi nei suoi confronti.
Nonna Angela ci ha raccontato dell’arrivo della prima lavatrice nel 1956 e che allora non c’erano i frigoriferi ma solo ghiacciaie; quando arrivò la prima lavastoviglie era molto grande.
Nonno Vito, nato nel 1956,era l’unico del suo stabile ad avere la TV e il sabato sera andavano tutti a casa sua a vederla dalle 5.00 alle 24.00 , i canali erano solo in bianco e nero ed esistevano solo Rai 1 e Rai 2 .
Nonno Filippo ci ha detto che allora c’era molta più sicurezza per strada e che lui poteva uscire da solo; il primo telefono lo comprò dopo il diploma e lo condivise con la famiglia, anche se ci metteva il lucchetto perché le telefonate costavano . Il padre fu catturato e stette 5 anni in un campo di concentramento e riuscì a scappare dopo un bombardamento, perché si fece un buco nella recinzione  arrivando a Bari l'anno seguente.
Nonno Antonio era uno di 7 figli e il ricordo che ci ha raccontato è stato quello di quando  il padre di un suo amico gli regalava i gelatini e quando è stato chierichetto. Ci ha detto anche che per fare le ricerche spesso andava dai frati per usare le loro biblioteche pieni di libri.
 Nonno Pasquale era uno di 2 figli e la sua infanzia l’ha trascorsa in un istituto da cui usciva solo a Natale e a Pasqua; l’istituto aveva i bagni in comune e le classi erano formate da 30 ragazzi; qui si usavano le bacchettate sulle mani e le tirate d’orecchio per tenerli sotto controllo; i genitori lo andavano a trovare solo la domenica e tra di loro non c’era un bel rapporto.
Nonno Antonio ha detto che loro da piccoli costruivano la palla con i giornali e con essa giocavano poi per strada.
Ho appreso tanto da questo incontro ...


Sara Rega

I nonni,una ricchezza per tutti

I nonni oggi per noi son diventati
veri e propri miti da tutti tanto amati.
Ogni volta, le loro storie voglion raccontare
ogni volta, ci riescono ad appassionare,
con una loro coccola o carezza
il tempo con loro passato,
diventa una ricchezza.
Nei loro occhi si può ancora vedere
la guerra, che dispiacere!
Una da noi molto gradita,
come a scuola una gita
è che le cioccolate ci offron da mangiare
mentre le mamme non ce le voglion dare.
Per noi saltargli in braccio
è come ricevere da loro un abbraccio.
I nonni sono anche ottimi cuochi
e, se glielo chiediamo, ci compran anche tanti giochi.
I nonni con gli adulti sanno farci
e convincono i genitori a non sgridarci.
I loro occhi sono pieni di onestà
e il loro cuore pieno di felicità.
Per questo noi a scuola li abbiamo invitati
e dai loro racconti siamo stati conquistati.
                                    Pietro De Paulis


La vita dei nostri nonni

Oggi a scuola sono venuti alcuni dei nonni dei ragazzi della nostra classe per parlare delle loro infanzia e per mettere a confronto il presente con il passato. Sentendoli parlare ho capito che sono cambiate tante cose nel corso di questi anni , anche se in fondo  ne sono trascorsi veramente pochi.
Il nostro stile di vita e le nostre abitudini hanno cambiato notevolmente il nostro carattere rendendoci persone molto diverse: prima, infatti, c'era molta collaborazione e rapporto di amicizia tra gli inquilini di un palazzo, ora  spesso non si conosce nemmeno il nome del proprio vicino. Inoltre tutt'oggi affrontiamo molti dei nostri problemi giornalieri con superficialità, affidando questi alla tecnologia o ad altri attrezzi che ci rendono più facile la vita.
L’incontro con i nonni ci ha dato la capacità di renderci conto di come ci siamo trasformati, ma la cosa che più mi ha colpito è stato il coraggio con il quale tutti loro hanno affrontato le varie situazioni e i problemi nel corso della loro vita piena di esperienze da tramandare.                                                      
Sara Simone


Un giorno con i nonni

Il giorno 2 ottobre si festeggia la giornata dei nonni e per questo motivo molti compagni di classe hanno avuto piacere di invitare i loro nonni nella nostra scuola.
Abbiamo  attuato questa iniziativa per scoprire com’era all’epoca la vita dei nostri nonni: cosa facevano, come vivevano e come si comportavano… Ogni nonno e nonna ci ha raccontato una parte della loro vita. Parlando della scuola, dei genitori e delle attività che si praticavano… e anche se non vivevo a quei tempi è stato proprio come vivere un passato che però per me non è mai esistito.
Quasi tutti i nonni ci hanno raccontato che vivevano in periodo di guerra e  molti per questa ragione non potevano andare a scuola, soprattutto le ragazze che dovevano aiutare in casa le loro madri per i lavori domestici:  imparavano a pulire, a cucire e a ricamare.
I giochi si inventavano e si praticavano per la strada senza pericoli di automobili o autobus; i giochi principali erano la campana, i salti alla corda e il tiro alla fune; per le ragazze invece vi erano le bambole e si giocava stando in casa.
Le uscite con gli amici erano davvero rare e le feste si facevano in casa con una semplice torta; alcuni nonni inoltre ci hanno raccontato che nei primi tempi della televisione ci si incontrava in casa di amici in circa 30 persone per vedere tutti insieme i programmi più noti come ad esempio Carosello.
In questa giornata abbiamo proprio parlato tanto e abbiamo imparato anche com’era la vita senza tecnologia, è stato proprio bello; è sempre bello ricordare e ritornare bambini. Questa iniziativa è stata davvero stupenda.
Denise Greco

I Nonni: riflessioni poetiche

I NONNI
Tante sono le cose da dire su di loro…
sembrano seri ma sono più preziosi dell’oro.
Incontrarli è stata un’ allegria,
che nessuno potrà portarci via.
E’ una gioia poterli ascoltare,
Poterci parlare.
Con loro non si guarda, si osserva
Non si risponde, ci si rispetta…
Sarebbe bello vederli ancora
Per ascoltare le loro storie di prima e di ora.
Loro sono come secondi genitori,
Sono i nostri grandi protettori.
Conoscerli è stato entusiasmante
E stare con loro ancor più affascinante.
                                                                                            Denise Greco


Un salto nel passato

 Il giorno della festa dei nonni,  il 2 Ottobre, abbiamo invitato a scuola i nostri nonni per scoprire come era la loro vita alla nostra età.  C’erano Pasquale, nonno di Martina, Mariateresa, nonna di Andrea, Tommaso, nonno di Chiara Sisto, Filippo e Angela, nonni di Filippo, Vito, nonno di Sara Simone, e Antonio, nonno di Luca.
Mi è piaciuto molto sentire come era la loro vita all’età di dodici anni  e siamo tutti rimasti un po’ stupiti; tutto era fatto manualmente e non esisteva la tecnologia. La lana ad esempio era lavorata all’arcolaio e a all’uncinetto. Tutti i ragazzi si ritrovavano nel pomeriggio per giocare e non si divertivano con i telefoni, inviando i messaggi o giocando alla playstation, ma si riunivano nelle piazze dei quartieri e facevano il tiro alla fune o, un gioco ancora oggi molto popolare, la campana. La televisione era unica in ogni palazzo e tutti i vicini si riunivano la sera in una casa per guardare un programma sul canale principale,  come Rai uno,  e questi erano ottimi momenti per riunirsi, scherzare e parlare della propria giornata.  I figli, che erano molto numerosi, avevano tutti un’ottima educazione  data la severità dei genitori  e dovevano aiutare loro con le faccende domestiche ; non esistevano lavatrici o lavastoviglie … tutto si lavava a mano!  Inoltre, dato che c’erano circa sei figli per ogni famiglia, i vestiti e le scarpe erano condivisi dai fratelli e non esistevano le paghette, anzi, i nostri nonni guadagnavano dei soldi facendo piccoli lavoretti e li consegnavano alla famiglia, per coprire alcune spese. I giocattoli non si compravano, erano creati dai bambini stessi con quello che avevano, con creatività ed entusiasmo!  Le scuole “ del passato” erano diverse da quelle di oggi; c’erano scuole solo maschili o solo femminili e gli scolari andavano a piedi a scuola, anche se era dall’altro lato della città. Quando si studiava  e bisognava effettuare una ricerca, i nonni, a differenza nostra, che non ci scomodiamo dalle nostre sedie perché abbiamo il cellulare o il computer a disposizione, dovevano andare nelle biblioteche, prendere grandissimi libri e sfogliare pian piano le pagine, con molta pazienza fino a trovare l’argomento desiderato.
Insomma, questo incontro ci ha permesso di comprendere che siamo molto fortunati e dobbiamo apprezzare quello che abbiamo e non dobbiamo assolutamente lamentarci, ma dovremmo essere sorridenti e apprezzare la vita con entusiasmo e semplicità.

                                                                             Giuliana Greco




lunedì 25 gennaio 2016

2 Ottobre: Considerazioni

Il 2 ottobre 2015 si sono recati presso la classe 2 C i nonni e nonne di alcuni studenti.
Quante cose ci hanno raccontato e ci hanno fatto scoprire! Alla fine della lezione, infatti,  avevamo tutti noi gli occhi spalancati ed increduli.
Pensate che prima in cucina mancavano tutti i macchinari elettronici con cui ora, in meno di cinque minuti, prepariamo manicaretti; si utilizzavano invece mattarelli e altri arnesi, ma soprattutto il lavoro manuale. Questo mi fa pensare a quanto, al giorno d’oggi, si dia tutto per scontato e quanto molte invenzioni siano ormai sottovalutate.
Ci hanno, inoltre, raccontato che quando uscì in commercio la prima TV poche persone potevano permettersela e quindi, circa un giorno a settimana, tutti i coinquilini si riunivano a casa del “fortunato” (il possessore del televisore) per vedere un programma o una partita, tutti assieme. Una cosa che ammiro dei tempi passati, e che oggi non è più così; è che era tutto finalizzato allo stare in compagnia e socializzare, mentre ora, a causa della tecnologia, molti ragazzi sono diventati dei “solitari” e preferiscono passare un pomeriggio collegati al computer che una giornata al parco.
Sapete come passavano prima il loro tempo ragazzi e ragazze?
I bambini studiavano e giocavano a palla per la strada, mentre le bambine ricamavano e pregavano. Secondo me è sbagliato, però, imporre queste attività perché i ragazzi si devono sentire liberi di coltivare le loro passioni senza che nessuno li giudichi.

Credo inoltre che dovremmo prendere d’esempio alcune abitudini “antiche” come il non dare tutto per scontato, staccarci un po’ da questa tecnologia, stare di più con la famiglia e badare al “menage” casalingo.                                                                                        Sveva Castellano 

Poesia: I nonni

I nonni tanto ci hanno coccolato
E molte cose ci hanno insegnato;
quando loro erano piccoli tutto era diverso
quasi come in un altro universo!
Niente radio, niente tecnologia,
si giocava solo con la fantasia.
Dai nonni tanto abbiamo imparato,
ma grazie al loro passato…
i vecchi ricordi abbiamo apprezzato.
                                                      Chiara Sisto

2 Ottobre: considerazioni

Il 2 ottobre sono venuti nella nostra classe alcuni nonni che ci hanno parlato della loro infanzia e della loro vita alla nostra età. Sono stati dei racconti davvero molto emozionanti che mi hanno fatto riflettere sul tempo.
Per primo ha parlato mio nonno, nonno Tommaso, che aveva dodici anni nel 1942 e quindi ha vissuto la guerra; ci ha raccontato della povertà, della paura dei bombardamenti e della paura perenne e anche della sua esperienza da Balilla. Devo dire che questa testimonianza è stata molto significativa per me in quanto tutti conosciamo quanto può essere stata dura la guerra, ma sentire i ricordi di un bambino è molto più toccante.
Poi ha parlato la nonna Teresa, che aveva dodici anni nel 1950,e ci ha raccontato che le ragazze dopo la scuola potevano solo cucinare, ricamare, dedicarsi alla preghiera o giocare con bambole di pezza; inoltre ci ha raccontato che le ragazze facevano molte meno attività rispetto ai ragazzi e questo mi ha fatto capire come nel tempo la società abbia capito anche l’importanza delle donne!
Gli altri nonni,invece, che avevano tutti dodici anni negli anni del Dopoguerra, ci hanno parlato dello studio senza tecnologia, oggi per noi quasi impossibile! Prima si facevano le ricerche nelle biblioteche e si trascrivevano le informazioni a mano. Ci hanno anche parlato dell’indifferenza degli insegnati nel dare uno schiaffo o una bacchettata sulle mani ai loro alunni.
Un’ altra cosa di cui abbiamo parlato molto sono stati i primi elettrodomestici e le prime televisioni e radio. Prima, possedere una di queste cose, oggi per noi scontate in una casa, era un grande privilegio e a volte la sera tutte le famiglie si riunivano nella casa di chi possedeva una tv e tutti insieme guardavano delle trasmissioni.
Dopo questo incontro ho capito quanto sia cambiato il mondo in così poco tempo, quanto oggi la tecnologia sia importante e ho capito anche che dobbiamo essere felici di ciò che ci circonda. Però penso che rispetto al passato oggi noi siamo molto più chiusi e freddi, mentre prima tutti erano uniti e si aiutavano a vicenda.
Sono molto contenta di aver avuto la possibilità di ascoltare queste testimonianze che hanno contribuito a cambiare la mia idea del mondo.

Chiara Sisto

2 Ottobre: Festa dei nonni

Venerdì 2 ottobre è stata la festa dei nonni; per l'occasione ne abbiamo invitati alcuni in classe che ci hanno parlato della loro vita alla nostra età.
Una delle testimonianze che mi ha colpito di più è stata quella di Tommaso. il nonno di Chiara. Ci ha raccontato che quando aveva la nostra età era l'anno 1942. Ha quindi vissuto tutta la guerra. La cosa che più mi ha lasciato a bocca aperta sono stati i ricoveri: scantinati dove ci si rifugiava quando c'erano i bombardamenti; le sue parole mi hanno ricordato molto il libro "storia di una ladra di libri" ambientato negli stessi anni. Nonno Tommaso ha raccontato anche delle tessere per le razioni giornaliere di pane e di quando era un Balilla.
Nonna Mariateresa, nel Dopoguerra, ha raccontato che andava a scuola la mattina, poi il pomeriggio doveva ricamare e pregare. Dopo poteva andare a giocare con i suoi amici a campana, con delle bambole di pezza realizzate da loro e altri giochi di comunità.
Nonna Angela e nonno Vito hanno parlato degli elettrodomestici: le lavatrici, molto arretrate rispetto a quelle contemporanee che iniziarono ad arrivare nelle case nel '56; le lavastoviglie invece nel '65. La tv era un motivo per incontrarsi tutte le sere: erano in pochi ad averla, così molti si riunivano per guardarla tutti insieme.
Non c'erano molti canali e i programmi c'erano solo dalle cinque di pomeriggio fino a mezzanotte.
Nonno Filippo, dopo averci raccontato "l'avventura" del padre prigioniero nei campi di concentramento, ci ha raccontato che ha potuto comprare il suo primo telefono solo dopo il diploma, quando ha iniziato a lavorare.
Nonno Pasquale ci ha raccontato la sua vita in collegio. Nella sua classe c'erano circa trenta ragazzi, tutti maschi! I professori usavano spesso la bacchetta e tiravano le orecchie. Potevano tornare a casa poche volte l'anno, ma i genitori li andavano a trovare ogni domenica.
Nonno  Antonio, invece, ci ha raccontato delle situazioni igieniche "poco adeguate ". Un altro nonno Antonio ci ha raccontato di come studiavano attraverso le enciclopedie, grandi volumi che parlavano un po' di tutto.
A volte invece andavano a consultare dalla biblioteca dei frati alcuni volumi della Treccani per ricerche su argomenti più specifici.
Sono rimasta molto sorpresa nel vedere come in poco più di cinquant'anni siano cambiate le condizioni di vita e la tecnologia abbia fatto innumerevoli progressi.
                                                                                                                Tiziana Fioravanti

domenica 3 gennaio 2016

LEARNING STORY

Scuola Secondaria Statale di 1° Grado “Michelangelo”
Anno Scolastico 2015/16
“AVANGUARDIE EDUCATIVE” - DIDATTICA PER SCENARI
CLASSE II C
1° fase: plan - LEARNING STORY
TITOLO: “Come i nostri nonni…“
1) DESIGN BRIEF: Gli alunni della classe si mettono in gioco: non useranno per un giorno gli strumenti tecnologici recenti, ma solo quelli esistenti ai tempi dei loro nonni.

2)INDAGINE CONTESTUALE E ANALISI COMPARATIVA:
Persone coinvolte: gli alunni e loro nonni.
Saranno effettuate brevi interviste ai nonni: in occasione del 2 Ottobre, festa a loro dedicata, gli alunni accoglieranno in classe i loro nonni e ascolteranno il loro racconto su esperienze legate alla quotidianità di quando avevano 12 anni; realizzazione di un video.

3)PROGETTAZIONE DEL PRODOTTO:
Partendo da  quanto ascoltato dai nonni , i ragazzi elaboreranno un copione su cui poi realizzare piccole  scenette umoristiche su varie tematiche:
·        Lettere e Francese: “Effettuare una ricerca senza internet” (visita alla Biblioteca nazionale di Bari, la (ri)scoperta del libro e sua conservazione, ricerca su tema dato) ;
·        Matematica e Scienze: “Utilizzare strumenti oggi  dimenticati” (la bilancia, trapano a mano e fil di ferro per cucire i cocci);
·        Tecnologia: “I piccoli lavori domestici di un tempo”;
·        Arte: “Usare macchine fotografiche non digitali”;
·        Religione: “Parlare, comunicare e socializzare senza i social network” ;
·        Ed. Fisica: “Niente videogiochi: divertirsi con i giochi di una volta”.
La classe, suddivisa in gruppi di lavoro, sarà  costretta a portare a termine consegne senza l’ausilio di strumenti moderni.
Il prodotto finale, dunque, consisterà in un video di alcune situazioni utilizzando le tecniche della comicità (portare le situazioni al paradosso).

4)WORKSHOP DI PROGETTAZIONE PARTECIPATA:
Dopo aver condiviso i lavori col resto della classe, saranno invitati i nonni degli alunni, ai quali sarà chiesto di esaminare e valutare i singoli video, compilando un questionario appositamente predisposto.

5)PROGETTAZIONE FINALE:
Sulla base delle indicazioni ricevute, sarà eventualmente modificato il prodotto finale.

6) RIFLESSIONE:
·        Ciascun alunno, durante le varie fasi, registrerà le proprie riflessioni circa il lavoro svolto e le condividerà.
·        Feedback da parte dei nonni
·        Feedback del personale della Biblioteca nazionale incontrato durante la visita
·        Riflessione dei docenti in relazione all’efficacia dell’intervento didattico ed in relazione alle finalità del progetto.
MATERIE COINVOLTE:
Lettere;
Francese;
Scienze matematiche;
Religione Cattolica;
Ed.Fisica;
Arte e immagine;
Tecnologia